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Basilica San Francesco d'Assisi.
Un salto nella storia, nell'arte e nella cultura della Basilica di San Francesco d'Assisi:
E' per onorare il Santo più amato dai cristiani di allora e di oggi che architetti, maestranze di ogni genere e pittori diedero forma a quel complesso che fa di Assisi un centro religioso e artistico di richiamo universale: la Basilica di S. Francesco.
Costituita da due Chiese sovrapposte, la inferiore (1228-1230) e la superiore (1230-1253), e da una cripta (1822-1824) che custodisce la tomba del Santo, sorge su di un colle allora chiamato "dell' inferno", perchè testimone di molte esecuzioni capitali. E' con la nuova destinazione, vale a dire la custodia nei secoli dei resti mortali del "poverello" di Assisi, che allo stesso viene riconosciuto l'appellativo di "Colle del Paradiso".
I lavori per la costruzione della Basilica iniziarono nel 1228. Fu grazie al suo ideatore, frate Elia, discepolo diletto di Francesco, all' entusiasmo di tutti i frati, delle maestranze, nonchè alla partecipazione attiva della gente comune, che in due anni si giunse al completamento della Basilica inferiore, dove fu traslata la salma (25 marzo 1230) dalla provvisoria sepoltura nella Chiesa di S. Giorgio. Frate Elia stesso, Vicario del Santo e poi Generale dei Francescani, la tumulò sotto l'Altare Maggiore.
La ricognizione che segue vuol fornire, senza alcuna presunzione di completezza, lo schizzo di uno dei santuari più amati e frequentati dai pellegrini di tutto il mondo. Certo, sarebbe possibile, seppur ardua e lunga impresa, esporre dettagliatamente ogni componente dell' intero complesso basilicale; ma voler rendere anche solo l' idea della suggestione, dell' emozione che quei luoghi suscitano nell' animo umano non è altro che indebita pretesa. Non ci sono parole, per quanto ricercate e forbite, in grado di esprimere il sublime linguaggio del cuore. E', questa, un' esperienza tutta da vivere.
Basilica San Francesco d'Assisi - Basilica Inferiore.
Un salto nella storia, nell'arte e nella cultura della Basilica Inferiore di San Francesco d'Assisi:
La chiesa inferiore, nella sua ineluttabile austerità, invita alla contemplazione, alla preghiera, al retto discernimento circa i beni di quaggiù, mezzo di cui servirsi e non fine di cui godere. Ogni angolo sembra predicare pace, amore e gioia dello spirito. Originariamente pensato a navata unica, il vano, a forma di tau, viene munito, dal 1290, di due teorie di cappelle laterali goticheggianti, alcune più arcaiche di forma quadrata (S. Maria Maddalema, S. Antonio di Padova, Ss. Luigi, Ludovico e Stefano), altre poligonali (S. Nicola, S. Caterina, S. Antonio Abate, S. Giovanni battista, Maria Immacolata e S. Martino).
La cappella di S. Martino è la prima a sinistra nella navata centrale. Si offre alla vista completamente affrescata, da Simone Martini, con i fatti della Vita di S. Martino, che si svolge in dieci quadri da sinistra a destra in tre ordini sovrapposti (ordine inferiore:
1. L'Elemosina di San Martino,
2. Il Sogno di San Martino,
3. L'Investitura del Santo,
4. San Martino abbandona le armi; ordine mediano:
5. Martino risuscita un bambino,
6. Martino in Meditazione,
7. La Messa di S. Martino,
8. S. Martino e l'Imperatore Valentiniano; ordine superiore:
9. Morte di S. Martino,
10. Le Esequie del Santo).
Di fronte a quella di S. Martino, è sita la cappella di S. Ludovico re e di S. Stefano: sulle volte possiamo ammirare i 4 Profeti e le 4 Sibille, sulle pareti S. Stefano nella Sinanoga e Martirio di S. Stefano, il tutto affrescato da Dono Doni (1574).Segue la cappella di S. Antonio di Padova, interamente decorata con storie del Santo (La Predica dinanzi a gregorio IX ed il Miracolo della mula). E' da qui che si accede alla cappella in onore della Maddalena, decorata da Giotto intorno al 1310 per munificenza di Teobaldo Pontano (1329), vescovo di Assisi (la volta presenta busti del Salvatore, di Lazzaro, di Maria Maddalena e Marta; nelle pareti laterali troviamo invece: in basso, vari Santi e Sante; nelle zone mediane e superiori delle pareti, Storie della Maddalena).
La cappella di S. Nicola di Bari si apre nella parte estrema del transetto destro della crociera. Eretta dal Cardinal Niccolò III Orsini nel 1270, viene decorata a spese dei nipoti Napoleone e Cardinal Giangaetano Orsini (1293). Sulle pareti troviamo affreschi realizzati da un aiuto di Giotto: nella zona inferiore delle stesse, nel sottarco d'ingresso e nella lunetta della parete d'entrata si conservano, oltre a numerose figure di Santi, nove riquadri raffiguranti Storie della vita di S. Nicola di Bari. Sull'arcona d'accesso alla cappella di S. Nicola dominano vari dipinti di Giotto, quali l' Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l' Adorazione dei Magi, la Presentazione, la Crocifissione; e, sul versante opposto, la Fuga in Egitto, la Strage degli Innocenti, la Disputa nel Tempio, il Ritorno a Nazareth.L' Altare maggiore, composto da venti colonnine con ornamenti musivi, presenta una volta nella quale dominano le allegorie di Povertà, Castità ed Obbedienza, nonchè la Gloria di S. Francesco. Attribuibili all' "Impresa di Giotto", trattasi di affreschi di altissimo livello tecnico, coloristico, nonchè di denso contenuto teologico.In fondo al transetto sinistro troviamo la cappella di S. Giovanni Battista, anch'essa ricca di affreschi: sull' altare, la Vergine, S. Francesco e il Battista di Pietro Lorenzetti; nella vetrata della bifora centrale, figure di Santi e ornati del "Maestro di S. Francesco" o di Cimabue. Sempre nella basilica inferiore, notevole attenzione merita la Cappella delle reliquie del Santo, una sala, questa, risalente al XIII secolo, egregiamente abbellita dalla meravigliosa Crocifissione di Puccio Capanna.
Nel 1982, in occasione dell' VIII centenario della nascita del "poverello" di Assisi, le Sue Reliquie più importanti sono state qui sistemate: ricordiamo Tonaca e Cappuccio del Santo; il suo Cilicio, una corda ruvida portata come strumento di penitenza; i Sandali, realizzati da S. Chiara per il caro amico malato; un pezzo di Pelle di camoscio che proteggeva la piaga del suo costato; una Veste bianca, sottotunica usata nel suo ultimo anno di vita; i Veli di lino, per aspergere il Santo in agonia, dono di Jacopa dei Settesoli, nobildonna romana; il Calice che Francesco usava da diacono nelle celebrazioni eucaristiche; una cornetta di avorio, dono del sultano d' Egitto Malek ed Kamel.Accanto agli effetti personali, è doveroso ricordare anche la Regola Francescana, approvata da Onorio III nel 1223, a ragione considerata la Magna Charta del movimento, nonchè la Chartula con la Benedizione autografa del Santo a Frate Leone. si accede dalla basilica inferiore mediante una delle due scale site a metà della navata centrale. E' in questa cripta, austera e disadorna, che riposa il "poverello" di Assisi, richiamo universale di pellegrini di ogni razza e continente.In un rozzo sarcofago di sasso lo nascose, nel 1230, Frate Elia, al fine di renderlo inaccessibile a qualsiasi eventuale violazione.
Nel 1820 viene aperta nella pietra viva la vasta cripta e deposto il prezioso Tesoro, fin quando, nel 1932, su disegno dell' Architetto Ugo Tarchi, giunge a realizzazione la sistemazione attuale. Le nicchie ospitano le tombe di quattro discepoli di Francesco (Frà Leone, Frà Masseo, Frà Rufino, Frà Angelo), originariamente sepolti nella Chiesa inferiore. Nel punto di congiunzione delle due scale che conducono alla cripta, sono conservati i resti della nobildonna Jacopa de' Settesoli, benefattrice devota del Santo, che amava chiamarla Frate Jacopa.
Basilica San Francesco d'Assisi - Basilica Superiore.
Un salto nella storia, nell'arte e nella cultura della Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi:
La basilica superiore, a differenza della sottostante, si presenta, nella sua unica navata terminante con un breve transetto, agile e molto luminosa.
Il transetto destro della crociera palesa un cattivo stato di conservazione. Possiamo comunque ammirare, nella zona inferiore, scene degli Atti degli Apostoli Pietro e Paolo; dietro il piccolo Altare, in basso, la Crocifissione; nella zona alta lunettata la Trasfigurazione e, nella parte opposta, Cristo in gloria.
I rimanenti spazi contengono figure di Angeli, di Apostoli e vari ornamenti. Il registro basso è affrescato da Cimabue, mentre gli altri, diversi dal resto della crociera anche nella tonalità dominante di colore, sono di un anonimo maestro inglese a lui antecedente. Il transetto sinistro, invece, affrescato in toto da Cimabue, presenta scene dell' Apocalisse e naturalmente, dietro il piccolo Altare, la maestosa Crocifissione.
La navata, nella zona alta delle pareti laterali e della parete di fondo, è ricoperta da 34 affreschi, raffiguranti 16 scene dell' Antico e del Nuovo Testamento, realizzati da vari autori. La zona bassa presenta invece, in 28 affreschi di Giotto, la Leggenda di S. Francesco.
Basilica San Francesco - Ulteriori componenti della Basilica di San Francesco d'Assisi.
Un salto nella storia, nell'arte e nella cultura della Basilica di San Francesco d'Assisi:
Il complesso basilicale comprende anche il Cimitero dei frati, a cui si accede dalla Cappella di S. Antonio Abate, sita sulla destra della terza campata del transetto d' ingresso. Costruito nel XIV secolo ed ingrandito nel XV, ha la configurazione di un piccolo chiostro a due logge sovrapposte. Da un cancello in ferro battuto si possono ammirare tanto il lato nord della Basilica quanto il giardino dei novizi.
Meritevole di menzione è pure il Chiostro di Sisto IV, così chiamato dal Pontefice che curò l'erezione della loggia superiore. E' proprio questo cortile ad ospitare il celebre Museo della Basilica, riaperto il 4 Ottobre 1977. Tra i pezzi più preziosi ricordiamo: Madonna con Bambino in legno, Croce processionale di rame dorato, Crocifisso "vivus et triumphans" su tavola (sec. XII); tavola raffigurante S. Francesco e quattro miracoli, Madonna con Bambino in avorio colorato di origine francese, Messale di S. Ludovico d'Angiò, sinopia con S. Martino che dona il mantello.
La Basilica può inoltre vantare al proprio interno la presenza della celebre Collezione Perkins, costituita da opere di maestri italiani, nello specifico senesi, fiorentini, veneziani, veronesi ed emiliani. Si tratta della collezione privata (57 pezzi) appartenuta al critico d' arte Federico Mason Perkins (1874-1955), che, riconoscente all' Italia tutta, ma in primis ad Assisi, dove riceve il battesimo cattolico col nome di Francesco,
lascia, quale dono permanente, questo grande tesoro al Sacro Convento.
Assisi: Storia, Arte e Cultura.
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