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Le Mura di Bevagna - Storia, Arte & Cultura di Bevagna.
Un salto nella storia delle mura di Bevagna:
Mevania ebbe in origine una cinta di mura citata da Vitruvio di cui non esistono tracce . Infatti in seguito essa venne sostituita da un'altra della quale si trovano resti nelle mura medioevali. Quest'ultime , che in gran parte si sovrappongomo a quelle romane, hanno un circuito di circa Km . 1.700 e sono difese da torri quadrate e talvolta anche poligonali e semicilindriche.
Esse sono state più volte ricostruite o restaurate tanto che la cinta attuale presenta un mosaico di strutture diverse difficilmente databili. L'unico restauro sicuro è quello di Porta Molini che reca lo stemma di Innocenzo VIII.
Nella cinta si aprivano sette porte: quella di S.Vincenzo, S.Giovanni, delle Fosse, quella Guelfa , quella del Salvatore, quella dei Molini e quella di S. Margherita.
Il giro delle mura si può iniziare dalla porta di S. Vincenzo da cui esce la via Flaminia diretta oggi a Foligno. La porta è stata da qualche anno allargata ma le strutture sopra all'arco sono di epoca medioevale. Le mura che seguono, visibili nei Giardini Pubblici, sono conservate fin quasi alla sommità; qui vi è una torre a pianta rettangolare che è la meglio conservata di tutta la cinta. Essa è coronata dall'altana settecentesca molto pittoresca della casa Torti. Il tratto di mura successivo che arriva a Porta S. Giovanni è poco rilevante mentre quello seguente , in buono stato di conservazione, ha delle strette feritoie.
La cinta tra le adiacenze di Porta Foligno e quella delle Fosse si distacca da quella romana che da questo lato era assai più ampia dell'attuale racchiudendo una notevole area pianeggiante fuori dalla quale restava l'anfiteatro(situato presso la chiesetta della Madonna della Rosa).
Dopo la porta delle Fosse le mura continuano sul percorso di quelle romane raggiungendo l'attuale Porta Guelfa. Proseguendo si nota sotto un arco moderno di mattoni un resto della cinta a blocchetti di epoca romana. Le mura continuano dietro l'abside di S.Agostino dove si apriva la Porta del Salvatore corrispondente all'incirca ad una porta romana di cui non esistono avanzi. Oltrepassata questa porta, la cinta forma un breve tratto rettilineo compreso tra due torri . L'andamento delle mura coincide più o meno con quello del Clitunno che in questi pressi si getta nel Timia.
Subito dopo la torre, si può osservare uno splendido tratto della cinta romana costruita a blocchetti; questa riappare ancora presso Porta Molini (così detta dal molino a grano che veniva azionato dalle acque del Clitunno). Continuando il cammino le mura medioevali tornano a sovrapporsi a quelle romane includendo le chiese di S.Silvestro, dei SS. Domenico e Giacomoe di S.Margherita.
Segue nella cinta una torre semicilindrica e infine è un tratto opus reticulatum, forse un restauro della parte romana a blocchetti. Poco più avanti le mura romane divergono da quelle medioevali, le quali piegando bruscamente entro i Giardini Pubblici, raggiungono la Porta di S. Vincenzo dalla quale è iniziato il percorso.
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